PRINCIPI E METODI DELL’OSTEOPATIA

di Veronica Tirri
Principi dell’Osteopatia
L’Osteopatia è una filosofia, un’arte manuale e una
scienza medica che fonda i propri principi olistici
sulla natura fisica, chimica, psichica e biomeccanica
del corpo umano. Essa offre il proprio contributo
terapeutico in ogni condizione patologica, nel
nome delle leggi naturali e delle forze vitali che
governano la vita. L’intervento osteopatico garantisce
il ripristino equilibrato di tutte le suddette
forze nel corpo, liberando i presupposti necessari
alla guarigione. L’Osteopatia si basa su pochi principi,
semplici, chiari e così naturali da apparire
banali agli occhi distratti.
La scienza osteopatica, crede fermamente che:
. Il corpo è un tutto: la visione olistica dell’uomo è il principio base dell’Osteopatia, poiché ogni parte
del corpo umano è strettamente collegata alle altre, lavorando sinergicamente per lo stato di salute dell’organismo
nel suo insieme.
. Il corpo sia dotato di una “saggezza intrinseca” che si esprime attraverso meccanismi di autoregolazione
e poteri di auto-guarigione.
. Struttura (Anatomia) e Funzione (Fisiologia) siano
intimamente correlati; così che l’una ha influenza sull’altra.
Ogni parte del corpo funziona secondo la sua
struttura specifica: se la struttura è integra la malattia
non può svilupparsi; se la struttura non è integra la
malattia trova il terreno fertile per poter diventare
funzionale e successivamente organica.
. La legge dell’arteria è suprema: poiché la
comunicazione tra cellule e il loro mantenimento dell’omeostasi
avviene attraverso la linfa ed il sangue, ogni
perturbazione della circolazione linfatica o sanguigna porta
ad uno stato di sofferenza e di perdita dell’omeostasi, e quindi
predispone all’instaurarsi della malattia.
. La vita è movimento: poiché il metabolismo della cellula è in
qualche modo cambiamento, rinnovamento, dinamismo, ogni restrizione
di mobilità nella fisiologia di qualunque tessuto porta alla perturbazione
dell’omeostasi e quindi dello stato di salute.
"
Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici
del corpo e il suo equilibrio naturale. In questi termini, l’intervento
osteopatico trova un piano di applicazione senza
limiti, come illimitata è la “saggezza intrinseca” al
corpo umano.
L’Osteopata, pur riconoscendo il valore di un
“protocollo” di intervento per ciascuna patologia,
basa ogni sua attività sull’unicità psico-fisica del
paziente nell’istante della consultazione, piuttosto
che sulla definizione “sintomatica” in cui il paziente
viene spesso imprigionato e ridotto. Ciò richiede
un’attenta valutazione della sua fisionomia,
costituzione corporale, stato psico-emotivo, capacità
di recupero, postura, ampiezza dei movimenti
attivi e passivi, vitalità espressa nella motilità viscerale, fasciale e nel ritmo cranio-sacrale. Il quadro sintomatico
acquisisce così un’importanza secondaria (ad eccezione di alcuni casi), poiché viene inserito nella
condizione globale dell’individuo.
Ciò implica un distacco dell’intervento terapeutico dall’area in cui si
manifesta il sintomo, per osservarne le interazioni e le possibili connessioni con tutte le altre strutture
adiacenti o remote. L’Osteopata si avvale di un sistema di diagnosi e di terapia manuale indipendente da
altre figure professionali, quali Chiropratici, Fisioterapisti e Medici manipolatori, ignorando il supporto
farmacologico di alcun tipo.
Qualsiasi sia la condizione anormale da cui il corpo è afflitto, l’obiettivo osteopatico si prefigge di:
. Ristabilire la mobilità (articolare) o la motilità (fasciale, viscerale, craniosacrale…) là dove siano state
compromesse.
. Migliorare l’apporto sanguigno e il ritorno venoso e linfatico per ottimizzare l’ossigenazione e nutrizione
cellulare.
. Normalizzare l’interazione del sistema nervoso centrale e periferico con il sistema immunitario,
endocrino e muscolo-scheletrico.
. Bilanciare e coordinare il sistema diaframmatico, il Sistema Cranio-Sacrale ed il suo ritmo. In ogni
caso, la decisione di intraprendere un ciclo di Normalizzazione Manuale Osteopatica, non preclude l’attività
di altri Professionisti (Medici, Specialisti, Fisioterapisti, Chinesiologi…).
A tale proposito ricordiamo
che molti Professionisti Osteopati non sono Medici. Ad ogni Utente viene richiesto di siglare la
seguente “Dichiarazione di Consenso Informato”:
Esprimo altresì il consenso a che vengano eseguiti i Test di valutazione e Tecniche di Normalizzazione mediante il
protocollo di “Analisi Posturale Integrata” e di “Medicina Osteopatica”, atto a rilevare il mio stato di salute sistemica
e funzionale.
…
In ogni caso mi viene consigliata per la disfunzione riscontratami una ulteriore valutazione mediante le tecniche e gli
approcci della Medicina Convenzionale
I Metodi dell’Osteopatia

Poiché la malattia per l’Osteopata è la perdita dell’omeostasi,
le tecniche che egli attua sono finalizzate
ad aiutare l’organismo a ritrovare l’equilibrio,
il movimento, l’armonia per riappropriarsi dello
stato di salute. Il trattamento osteopatico si avvale
di un sistema di tecniche esclusivamente manuali
poiché “…l’osteopata dovrà avere mani sensibili,
capaci di rilevare lo stato di salute di un corpo tramite
la palpazione dei tessuti” come asseriva
Sutherland.
Per diventare un bravo Osteopata vi è
bisogno di affinarsi per più di sei anni alla pratica
della palpazione; si dice infatti che “le mani
dell’Osteopata devono sentire, pensare e vedere”. La palpazione e la manipolazione “fine” sono i mezzi
diagnostici e terapeutici più importanti in Osteopatia, tramite le mani si può agire sulle fasce, sui visceri,
sulle ossa, sui muscoli contratti, sul Sistema Nervoso e sulle strutture Cranio-Sacrali.
I metodi più usati sono i seguenti:
. Strutturale: che include diverse tecniche articolatorie e manipolatorie su ogni articolazione del corpo;
. Funzionale: con tecniche applicabili sia sui tessuti molli che sulle articolazioni, caratterizzate da una
minima invasività di applicazione;
. Craniale: che si avvale di tecniche sul sistema cranio-sacrale: esiste un ritmo (M.R.P.), di identità ben
definita, percepibile manualmente, che coinvolge il sistema nervoso centrale, il liquido cerebro-spinale,
le meningi, le ossa craniche e l’osso sacro. Alterazioni di tale ritmo, possono essere cause di molti sintomi
comuni in pazienti di età pediatrica ed adulta: dalle malocclusioni, agli atteggiamenti scoliotici, ai
disturbi viscerali;
. Fasciale: che si fonda sull’ascolto e la correzione di tensioni esistenti nei tessuti mio-fasciali superficiali
e /o profondi.
. Viscerale: che usa tecniche specifiche per la correzione di lesioni osteopatiche in tutto l’apparato
gastro-intestinale, cardio-polmonare, endocrino-metabolico, neuro-vegetativo e genito-urinario.
. Muscolare: che normalizza asimmetrie dei toni muscolari, usando specifici riflessi neuro-muscolari.
L’Osteopata integra il suo intervento anche con l’uso terapeutico dei Trigger Points, i Riflessi di
Chapman,Tecniche di Oscillazione Armonica, Strain&Counterstrain, tecniche di pompaggio linfatico,
consigli nutrizionali, ergonomici, in complementarietà con tutte le altre figure mediche professionali,
considerando il paziente come un individuo unico, nel suo particolare contesto remoto ed attuale.
Cosa può curare l’Osteopatia?
Premesso che l’Osteopatia non cura patologie, ma promuove le capacità di recupero e guarigione del
corpo ottimizzandone i processi fisiologici e fisici, il campo di azione dell’Osteopatia ricopre:
. Cervico e lombo algie . Colpo di frusta
. Colpo della strega . Nevralgie
.Artralgie e dolori reumatici . Spasmi e crampi muscolari
. Capsulite Adesiva . Sindrome dell’Intestino Irritabile
. Costipazione . Coliche neonatali
. Emorroidi .Asma
. Cefalee . Emicranie
. Otiti . Sinusiti
. Disfunzioni circolatorie periferiche . Prolassi o spasmi del pavimento pelvico
. Disfunzioni temporo-mandibolari . Dolori mestruali
. Disfunzioni del sistema stomatognatico . Lombalgie di gravidanza
. Cistiti . Infertilità
. Incontinenza . Disfunzioni endocrine
Quali sono i tempi di trattamento?
Generalmente, il protocollo di trattamento osteopatico
si struttura in 1 seduta ogni 2-4 settimane,
per almeno 5-6 sedute, con una rivalutazione
generale al termine, in cui si dimette il paziente.
Se
necessario si opta per un secondo ciclo di trattamento.
Per i casi più cronici si parla di 1 o più cicli di 6-8
trattamenti, con una fase inziale che prevede anche
1-2 trattamenti a settimana, se necessario.
In ogni caso, dopo il successo del trattamento, è
prevista ed auspicabile almeno 1 visita di controllo od un breve ciclo di 3-4 sedute ogni 3-6 mesi per
evitare ricadute.